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Centro Regionale Neve e Valanghe di Arpa Lombardia da 70 anni “segue” le nostre montagne

05/10/2026

Prefetto di Sondrio, assessori regionali, amministratori locali, vertici e tecnici di Arpa Lombardia si sono dati appuntamento a Bormio (So) per festeggiare il 70° anniversario del Centro Regionale Neve e Valanghe di Arpa Lombardia. L’occasione è il workshop “La montagna che cambia”, un confronto multidisciplinare sui profondi cambiamenti che interessano l’ambiente alpino e sulle sfide legate alla sicurezza, alla sostenibilità e all’adattamento climatico. Con i saluti istituzionali del prefetto di Sondrio, Anna Pavone che “ha augurato buon lavoro all’Agenzia” si sono aperti i lavori.

“La neve - ricorda l’assessore regionale agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche, Utilizzo risorsa idrica, Massimo Sertori - non può essere considerata soltanto in relazione alla sicurezza in montagna. È anche una riserva idrica fondamentale per i territori e per gli equilibri ambientali che li caratterizzano. Monitorare il manto nevoso, misurarne lo spessore e valutarne il contenuto d’acqua, significa comprendere quanta acqua sarà disponibile nei mesi successivi. In un contesto di cambiamenti climatici e di crescente attenzione alla disponibilità delle risorse idriche, questa conoscenza assume un valore strategico per il futuro: per la gestione dell’acqua, per l’agricoltura, per la produzione idroelettrica e per la capacità dei territori di affrontare periodi di siccità e di maggiore incertezza climatica”.

“A partire dalla storia e dall’attività del Centro Regionale Neve e Valanghe di Arpa Lombardia – evidenzia la presidente di Arpa Lombardia, Lucia Lo Palo – questo workshop mette in luce i punti di eccellenza del centro che in settant'anni è diventato il punto di riferimento per tutti gli attori protagonisti della montagna. Un grazie ai tecnici che ogni giorno con passione studiano il manto nevoso, i ghiacciai, perché questo significa avere a cuore il futuro”.

La due giorni approfondisce inoltre l’evoluzione dei ghiacciai e l’importanza della conoscenza scientifica per orientare consapevolmente le scelte future, mettendo a confronto esperienze maturate sulle Alpi e in altri contesti montani, fino al Nepal. La giornata di domani prevede infine un’escursione didattica al sentiero glaciologico del ghiacciaio dei Forni in Valfurva, per portare sul campo i temi affrontati durante il workshop.

“Noi che viviamo in montagna – ricorda il sindaco di Bormio, Silvia Cavazzi - tocchiamo con mano ogni giorno le conseguenze del cambiamento climatico. Quanto accade ci impone di essere vigili, ancora più attenti e preparati nella fruizione della montagna, oltre che propositivi e lungimiranti, per i risvolti sulle abitudini dei turisti. In ambedue i casi sappiamo che possiamo contare sul fondamentale supporto di Arpa, alla quale formulo i miei migliori auguri per questa ricorrenza, oltre a un dovuto ringraziamento per l'attività che svolge. All'impegno di Arpa e degli altri organismi coinvolti si deve unire il senso di responsabilità di tutti noi nel prendere atto del cambiamento e nell'adattarsi alle mutate condizioni. Come Amministrazione comunale sosteniamo tutte le iniziative di informazione e di sensibilizzazione nei confronti di residenti e turisti, affinché prendano coscienza che se la montagna cambia, dobbiamo cambiare anche noi”.

“L’attività del Centro – sottolinea il direttore generale di Arpa Lombardia, Fabio Cambielli - interessa l’intero territorio montuoso lombardo che si estende per 9.291 km² ed è suddiviso in dodici zone omogenee. La rete di monitoraggio comprende 47 stazioni nivometeorologiche automatiche e 27 stazioni manuali, integrate dall’attività sul campo dei tecnici nivologi, che effettuano mediamente circa 130 rilievi itineranti ogni anno per valutare la stabilità del manto nevoso. A questa rete contribuiscono anche le Guide Alpine della Lombardia, il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, il personale tecnico di Enel e diversi comprensori sciistici, attraverso la raccolta e la condivisione di dati”.

SCHEDA TECNICA CENTRO REGIONALE NEVE E VALANGHE

Il Centro Regionale Neve e Valanghe di Bormio nasce nel 1956, all’indomani di una serie di eventi importanti e tragici legati alla caduta di valanghe nel territorio comunale di Livigno. È l’inizio di un percorso che, nell’arco di settant’anni, ha portato la struttura a diventare un punto di riferimento regionale per il monitoraggio della neve, la valutazione del pericolo valanghe e la prevenzione del rischio naturale.

L’originario “Centro di Osservazione Neve e Valanghe”, gestito dall’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Sondrio, nel corso degli anni diventa sede della “5ª zona del C.A.I.”. All’inizio degli anni Ottanta la struttura passa sotto la Regione Lombardia, che istituisce nel 1986 il “Nucleo Valanghe”, poi denominato Centro Nivometeorologico. Dal 1° gennaio 2003 la Regione Lombardia trasferisce ad Arpa Lombardia la struttura, insieme alle risorse tecniche e umane. Oggi il Centro fa parte della direzione tecnica Monitoraggi e Prevenzione del Rischio Naturale di Arpa Lombardia.

“Uno dei principali risultati dell’attività del Centro – spiega Orietta Cazzuli, alla guida della direzione tecnica Monitoraggi e Prevenzione del Rischio Naturale di Arpa Lombardia - è la valutazione del pericolo valanghe con l’emissione quotidiana, dal 1° dicembre e il 30 aprile, del Bollettino di Pericolo Valanghe. A questo si affianca il Bollettino di Vigilanza Valanghe, destinato alle attività di protezione civile e funzionale all’elaborazione delle allerte regionali per il rischio valanghe. La prevenzione passa innanzitutto dalla conoscenza: informazioni tempestive e affidabili sono fondamentali per una fruizione più sicura dell’ambiente montano”.

Il Centro partecipa inoltre al Comitato di Indirizzo e Monitoraggio che coordina l’attività dei Nuclei Tecnici Operativi Valanghe, contribuendo al monitoraggio del rischio di 281 siti valanghivi interferenti con infrastrutture e centri abitati, necessario al supporto alle decisioni degli Enti locali durante la gestione delle emergenze.

Accanto al monitoraggio operativo, il Centro svolge attività di formazione, ricerca e gestione della conoscenza. Presso la struttura vengono organizzati annualmente corsi e attività didattiche AINEVA rivolti alle diverse figure impegnate nell'osservazione nivologica, nella direzione delle operazioni e nella gestione della sicurezza. Il Centro cura, inoltre, la cartografia valanghe regionale: i dati vengono pubblicati e aggiornati annualmente sul Geoportale della Regione Lombardia e comprendono 9.192 siti valanghivi censiti sull’intero territorio montano lombardo.

L’attività del Centro non si limita alla stagione invernale. In primavera e in estate vengono realizzate campagne di misura dello SWE (Snow Water Equivalent), finalizzate a quantificare la riserva idrica contenuta nella neve, e vengono monitorati diversi ghiacciai lombardi per determinarne i bilanci di massa annuali. La struttura fornisce inoltre pareri tecnici sul pericolo di valanghe a supporto degli impianti a fune destinati al trasporto di persone.

“Da oltre settant’anni - conclude Matteo Fioletti, coordinatore del Centro Regionale Neve e Valanghe - l’attività del Centro accompagna l’evoluzione della montagna lombarda attraverso osservazione, dati, competenze tecniche e collaborazione tra soggetti diversi, con l’obiettivo di contribuire alla conoscenza e alla prevenzione dei rischi legati all’ambiente montano”.

Brok

Data ultimo aggiornamento: 05/10/2026

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05/10/2026

Struttura responsabile del contenuto informativo: Ufficio Stampa

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