Incendio all’impianto A2A di Novate Milanese: gli esiti dei campionamenti di Arpa Lombardia sulla qualità dell’aria
“I risultati del monitoraggio dei microinquinanti atmosferici hanno evidenziato una modesta e temporanea alterazione della qualità dell'aria nel sito monitorato riconducibile all'incendio, limitata al primo giorno di campionamento. A partire dal secondo giorno, i livelli misurati sono progressivamente rientrati nei valori normalmente osservati in ambiente urbano, indicando il rapido esaurimento degli effetti dell’evento sulla qualità dell'aria”.
È quanto si legge nelle conclusioni degli esiti dei campionamenti effettuati da Arpa Lombardia per la determinazione dei microinquinanti presenti in atmosfera (diossine e Idrocarburi policiclici aromatici) in relazione all’incendio del 28 luglio presso l'azienda A2A sita in Novate Milanese (MI).
Nello specifico – “nel campione relativo al primo giorno di monitoraggio, la concentrazione totale di PCDD-PCDF (diossine e furani) espressa come tossicità equivalente alla 2,3,7,8-TCDD (tetraclorodibenzo-p-diossina) è risultata pari a 0.375 pgTEO/m' (concentrazione totale equivalente espressa in picogrammi per metro cubo d'aria), valore leggermente superiore alla soglia indicativa di 0.3 pgTEO/m' indicato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Tale risultato evidenzia un debole segnale di alterazione della qualità dell'aria attribuibile all'evento incidentale. Nei giorni successivi, le concentrazioni si sono rapidamente ridotte al di sotto della soglia indicativa, fino a raggiungere valori inferiori di circa un ordine di grandezza, evidenziando un progressivo ritorno alle condizioni ordinarie" .
Per quanto riguarda gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA), “nel primo giorno di campionamento, la concentrazione di benzo(a)pirene [B(a)P] associata alla frazione particellare raccolta su filtro è risultata pari a 0.24 ng/m' (nanogrammi al metro cubo), mentre nella fase gassosa raccolta su PUF (Polyurethane Foam - schiuma di poliuretano) è stata inferiore al limite di quantificazione (LOQ). Il valore misurato nella fase particellare risulta leggermente superiore ai livelli generalmente osservati nello stesso periodo dell'anno, quando le concentrazioni sono normalmente inferiori al LOQ. Tuttavia, esso si mantiene prossimo a tale limite e rientra nella variabilità tipica delle concentrazioni rilevate annualmente nell'area urbana di Milano. Nei giorni successivi, tutte le concentrazioni misurate sono risultate inferiori al LOQ”.
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